Vale la pena costruire una casa passiva? Il costo più elevato rispetto al CTE (Codice Tecnico Edilizio spagnolo) solleva dubbi sulla sua redditività.
Le case passive promettono di ridurre al minimo il consumo energetico, ma la loro costruzione può costare dal 5% al 15% in più rispetto a un'abitazione comparabile. Con gli attuali rigorosi requisiti del Codice Tecnico Edilizio spagnolo e l'espansione delle energie aerotermica e fotovoltaica, le alternative convenzionali potrebbero offrire un rapporto costi-benefici più vantaggioso.
Negli ultimi anni, le cosiddette case passive hanno acquisito sempre maggiore importanza nel mercato residenziale. Il concetto è allettante: abitazioni in grado di mantenere una temperatura confortevole per gran parte dell'anno con un fabbisogno energetico molto basso, grazie a un elevato isolamento, un involucro edilizio progettato con cura, un alto livello di tenuta all'aria e sistemi di ventilazione meccanica con recupero di calore.
Esiste però una domanda meno comune, ma probabilmente più importante, per chiunque stia pensando di costruire una casa: vale la pena, dal punto di vista economico, sostenere il costo aggiuntivo di una casa passiva?
La risposta non è necessariamente affermativa.
La CTE richiede già la costruzione di case molto più efficienti
Uno dei principali argomenti a favore della Passivhaus perde di validità se confrontato con l'attuale quadro normativo spagnolo.
Il Codice Tecnico Edilizio (CTE), e in particolare il suo Documento di Base sul Risparmio Energetico (DB-HE), ha notevolmente inasprito i requisiti di efficienza energetica per le case di nuova costruzione.
Le normative stabiliscono limiti al consumo energetico e richiedono specifiche caratteristiche prestazionali per l'involucro edilizio. Affrontano inoltre l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile e i requisiti relativi alla produzione di acqua calda sanitaria e alla generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili. L'attuale DB-HE (Documento di base sul risparmio energetico) include anche i requisiti per le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
In altre parole, il confronto attuale non dovrebbe più essere tra una casa passiva e la tipica casa inefficiente di 15 o 20 anni fa. La vera alternativa è una casa passiva rispetto a una nuova casa che rispetti le normative energetiche vigenti.
E la differenza tra le due può essere considerevolmente inferiore a quanto suggerisca il concetto di "casa passiva".
Quanto costa costruire una casa passiva?
Non esiste un prezzo unico, poiché fattori come la superficie, il design, la posizione, il sistema costruttivo, la qualità e il livello di certificazione influiscono tutti sul prezzo.
A titolo di riferimento, diverse fonti del settore stimano che il costo aggiuntivo di una casa Passivhaus rispetto a una casa convenzionale o equivalente, secondo il CTE, si aggiri tra il 5% e il 15% circa, a seconda del progetto e degli elementi inclusi nel confronto.
A Madrid, ad esempio, alcune stime collocano il prezzo di un'abitazione che rispetta rigorosamente le normative vigenti intorno ai 1.400-1.600 euro/m², rispetto ai 1.600-1.800 euro/m² di una casa certificata Passivhaus. Si tratta di prezzi indicativi che non includono necessariamente tutti i costi associati a uno specifico progetto edilizio.
Una stima più recente indica che il costo degli alloggi conformi agli standard CTE si aggirerà intorno ai 1.600-1.800 euro/m² entro il 2026, mentre una casa passiva certificata potrebbe costare tra i 1.800 e i 2.200 euro/m².
Un semplice esempio
Prendiamo come esempio una casa unifamiliare di 150 m² e utilizziamo un differenziale indicativo del 10%.
| Alloggi CTE | Passivhaus | |
|---|---|---|
| Costo indicativo | 1.600 €/m² | 1.760 €/m² |
| Superficie | 150 m² | 150 m² |
| Costo di costruzione | 240.000 € | 264.000 € |
| Differenza | — | +24.000 € |
In questo esempio, optare per una casa passiva comporterebbe una spesa aggiuntiva di circa 24.000 euro.
E la differenza può essere ancora maggiore se il progetto richiede soluzioni costruttive particolarmente complesse.
Dove vanno a finire quei soldi?
Il costo aggiuntivo non compare dal nulla. Una casa Passivhaus deve prestare particolare attenzione ad elementi che in un edificio convenzionale potrebbero avere requisiti di livello inferiore.
Questi includono:
Maggiore spessore e continuità dell'isolamento.
Riduzione e trattamento specifico dei ponti termici.
Falegnameria e vetreria ad alte prestazioni.
Maggiore controllo sulla tenuta all'aria dell'involucro.
Prove di tenuta.
Ventilazione meccanica con recupero di calore.
Controllo ingegneristico e specifico del progetto.
Nel caso di una casa certificata, il processo di certificazione.
Nello specifico, un confronto relativo a un progetto residenziale ha rilevato un costo di 872,51 €/m² per la soluzione CTE contro 908,80 €/m² per la soluzione ECCN/Passivhaus, equivalente a un aumento del 4,16% in quel caso specifico.
Il punto fondamentale è che il costo aggiuntivo non è fisso. Una casa passiva ben progettata fin dall'inizio può avere un costo molto simile a quello di un'abitazione convenzionale a basso consumo energetico, mentre richiedere la certificazione per un progetto scarsamente ottimizzato può aumentare significativamente l'investimento.
L'energia aerotermica e il fotovoltaico cambiano l'equazione
Ecco uno degli elementi che possono maggiormente influenzare la decisione dell'acquirente.
Oggi ci sono sistemi di pompe di calore aria-aria in grado di fornire riscaldamento, raffreddamento e acqua calda sanitaria con un consumo di elettricità relativamente basso. Se viene installato anche un impianto fotovoltaico, una parte significativa di tale elettricità può essere prodotta in loco.
Ciò consente di proporre una diversa strategia energetica:
involucro edilizio di qualità + CTE (Codice Tecnico Edilizio) + energia aerotermica + fotovoltaico
di fronte:
Involucro ad altissime prestazioni + estrema tenuta all'aria + ventilazione con recupero di calore + Passivhaus.
La prima alternativa permette di realizzare un'abitazione con consumi energetici molto bassi senza dover sostenere tutti i costi aggiuntivi legati al raggiungimento e alla certificazione dello standard Passivhaus.
Inoltre, la stessa normativa CTE richiede già livelli di efficienza energetica di gran lunga superiori a quelli delle precedenti generazioni di abitazioni e prevede l'utilizzo di fonti rinnovabili.
Ma c'è una differenza importante: consumare poco non è la stessa cosa che produrre energia.
Ecco una delle principali sfumature del dibattito.
L'energia aerotermica e i pannelli solari non trasformano una casa convenzionale in una casa passiva.
Una casa passiva cerca innanzitutto di ridurre il fabbisogno energetico intervenendo sull'edificio stesso: orientamento, isolamento, assenza di ponti termici, tenuta all'aria, controllo solare e ventilazione con recupero di calore.
Il fotovoltaico, d'altro canto, si concentra principalmente sulla produzione di energia.
Pertanto, le due strategie non sono esattamente equivalenti.
Tuttavia, dal punto di vista di un proprietario di casa che cerca un'abitazione confortevole con basse bollette energetiche, la domanda rilevante potrebbe essere diversa:
Quanto costa raggiungere un determinato livello di consumo energetico?
Ed è proprio in questo ambito che l'eccesso di costi previsto per le case passive merita di essere analizzato nel dettaglio.
Il problema risiede nel ritorno sull'investimento
Ipotizziamo che una casa Passivhaus costi 20.000 o 30.000 euro in più rispetto a una casa CTE dotata di sistemi aerotermici e fotovoltaici.
Affinché l'investimento aggiuntivo risulti finanziariamente vantaggioso, il risparmio energetico annuo dovrebbe consentire di recuperare tale differenza entro un periodo di tempo ragionevole.
E tale tempistica dipende in larga misura da ogni singola proprietà.
Tra i fattori che influenzano la decisione figurano il clima, l'orientamento, le dimensioni, le abitudini degli occupanti, il prezzo dell'elettricità, il livello di isolamento dell'abitazione CTE e la quantità di energia generata dall'impianto fotovoltaico.
Pertanto, non ha senso affermare che tutte le case passive si ripagano da sole in breve tempo.
In realtà, le stime del settore collocano il ritorno energetico sul costo aggiuntivo in periodi che possono durare anni o addirittura decenni, a seconda del progetto.
Una casa progettata secondo gli standard CTE (Technical Building Code) può essere sufficiente per molti acquirenti.
La questione, quindi, non è se la casa passiva funzioni.
Funziona.
La questione è se sia necessario raggiungere quel livello di domanda per ottenere un'abitazione efficiente.
Per un acquirente che costruisce una nuova casa, una soluzione basata su:
CTE + buon orientamento + isolamento adeguato + buoni involucri + energia aerotermica + fotovoltaico
Può offrire una combinazione molto competitiva di investimento iniziale, consumo energetico e comfort.
L'attuale Codice Tecnico Edilizio (CTE) prevede già l'obbligo di tenere conto delle prestazioni energetiche dell'involucro edilizio, limitando i consumi e utilizzando fonti rinnovabili.
Questo rende il passaggio da una moderna casa CTE a una casa Passivhaus molto più agevole rispetto al passaggio tra una casa Passivhaus e una casa convenzionale di decenni fa.
Quindi, vale la pena investire in una casa passiva?
Dipende da cosa sta cercando il proprietario.
Se l'obiettivo principale è raggiungere il minor consumo energetico possibile, massimizzare il comfort termico, ridurre al minimo il fabbisogno di climatizzazione e optare per uno standard costruttivo particolarmente rigoroso, la casa passiva può essere una soluzione valida.
Può inoltre rappresentare un'opzione interessante in determinati climi, per abitazioni con elevato fabbisogno energetico o in progetti in cui lo standard viene integrato fin dalle prime fasi di progettazione.
Ma se la priorità è massimizzare il ritorno sull'investimento, la risposta potrebbe essere diversa.
Per molti acquirenti, una casa che rispetti le norme CTE (Codice Tecnico Edilizio Spagnolo), abbia un buon involucro termico e sia dotata di sistemi aerotermici e fotovoltaici può offrire un livello di efficienza sufficientemente elevato senza dover sostenere tutti i costi aggiuntivi di una casa passiva certificata.
E questo potrebbe essere il vero dibattito dei prossimi anni: non se le case passive siano efficienti – cosa che sono – ma se la fase finale dell'efficienza energetica giustifichi economicamente l'ulteriore investimento necessario per raggiungerla.
Il miglioramento
La casa Passivhaus rappresenta uno dei più alti livelli di efficienza energetica attualmente raggiungibili in un'abitazione.
Ma una maggiore efficienza non sempre si traduce in un investimento migliore.
Con normative edilizie sempre più stringenti e tecnologie come i sistemi aerotermici e fotovoltaici che si stanno diffondendo, gli acquirenti hanno ora a disposizione alternative in grado di ridurre significativamente il consumo energetico senza la necessità di adeguare l'involucro edilizio e gli impianti ai livelli richiesti dallo standard Passivhaus.
Pertanto, prima di investire decine di migliaia di euro in più in una casa passiva, la domanda dovrebbe essere semplice:
Quanto risparmio energetico otterrò effettivamente e quanto tempo ci vorrà per recuperare l'investimento?
In molti progetti, la risposta potrebbe rendere un'abitazione conforme agli standard CTE ben progettata l'opzione più razionale dal punto di vista economico.


